L’evoluzione del marketing: rischi e opportunità


Una volta c’era un gruppo indistinto di persone cui offrire il prodotto. L’unico, il protagonista, l’esclusivo oggetto dell’attenzione aziendale.

“Ogni cliente può ottenere una Ford T colorata di qualunque colore desideri, purché sia nero” – Henry Ford

Poi si scoprì che l’attenzione al prodotto non bastava, occorreva occuparsi anche delle esigenze del cliente e perfino dei suoi desideri. Ecco che allora imperava il mantra del cliente al centro dell’attenzione aziendale, frase che tutt’ora regna sui siti internet e fra i valori dichiarati delle aziende. A volte è stato proprio così, il cliente era davvero al centro dell’attenzione, ma per generare nuovi modi di “spennarlo”. E’ la libera e poco sana interpretazione del marketing per certe aziende. Poi fu evidente che il cliente non era un monolite, dietro a questa definizione si potevano scorgere esigenze, desideri, abitudini di acquisto diversi. Allora la nuova attività dell’ufficio marketing divenne la scomposizione del parco clienti attuali e potenziali in cluster, gruppi di clienti che presentano caratteristiche omogenee. Molte aziende si misero al lavoro per segmentare i clienti, ma continuarono a voler offrire tutto a tutti. Poi venne l’era del “one to one“. Internet e l’evoluzione dell’information technology consentivano di tracciare le abitudini del singolo cliente e di conoscerne il profilo individuale. A ciascuno il suo. Ogni cliente poteva ricevere un trattamento personalizzato e aderente alle sue aspettative, anzi, l’effetto ricercato era quello di sorprendere il cliente, andando perfino oltre alle sue aspettative, anticipandone le esigenze. Alcune aziende ne fecero il nuovo proclama aziendale. Qualcuna ci provò davvero a offrire prodotti e servizi personalizzati, ma senza riorganizzarsi e senza adeguare le tecnologie. Risultato: costi enormi a fronte di scarsi benefici. Adesso incombe la nuova era. Nell’era dei social abbiamo la potenzialità di andare oltre al one to one e giungere alla targettizzazione momenti. Conoscere l’emozione del momento del cliente, la sua disponibilità a ricevere un messaggio pubblicitario, una promozione o ad acquistare. Un altra sfida e un’altra minaccia per le aziende che vorranno cavalcare la nuova opportunità senza adeguare il contesto. L’evoluzione tecnologica si muove così in fretta che le opportunità si aprono con un ritmo sempre più vertiginoso. Seguirle tutte è come continuare a cambiare meta lungo un viaggio. Un dispendio di energie enorme senza giungere ad alcun risultato. Adottare nuovi metodi di marketing senza ripensare la struttura dell’ufficio marketing o addirittura dell’intera azienda e senza modificare gli strumenti è come voler raggiungere mete diverse con lo stesso mezzo di trasporto. Esistono molti luoghi su questa terra che vale la pena visitare, ma non possiamo raggiungerli tutti nell’arco di una vita e non possiamo arrivarci senza preparazione e mezzi adeguati. Lo stesso vale per il marketing e le opprtunità che ci si affacciano. Occorre fare delle scelte e sapersi adattare di conseguenza.

Pubblicato in Emozione, Stategie di marketing | Contrassegnato , | Lascia un commento

Tranquillo, sono io, il tuo brand preferito…


Brans

Ah le mie tranquille abitudini!

In un modo sempre più imprevedibile, che ti sollecita ogni giorno con mille stimoli e situazioni impreviste o poco note, qualsiasi cosa che ti sia vagamente familiare ti dà un immenso senso di piacere.

Quando puoi staccare il cevello e lasciar fare tutto al tuo pilota automatico è come se attraversassi un oasi dopo aver percorso il deserto.

Ecco perché siamo così legati ai marchi. Il brand noto ci rassicura. Come sostiene Don Williams “per loro natura, i marchi sono tranquillizzanti e li acquistiamo per essere rassicurati dalle loro promesse: ci sono familiari e spesso diventano ‘parte della famiglia’”.

Comprare un brand noto è la risposta automatica ad uno stimolo. Non ci devi pensare su. Lo sforzo e il rischio sono pressoché nulli. Per tua natura sei indotto a “non consumare energia” nelle tue scelte. E’ una protezione evolutiva nei confronti dello stress.

E’ una fortuna non doverti perdere in complicate analisi per ogni acquisto.

“Tranquillo sono io il tuo marchio preferito, puoi fidarti…” Ah le mie tranquille abitudini!

Pubblicato in Neuromarketing | Contrassegnato , , | 1 commento

L’unica possibilità di comunicare …


Non abbiamo alcuna possibilità di farci pubblicità basandoci sulla pubblicità, sui benefici,  sulla RAM, sui grafici e sui confronti. L’unica possibilità di comunicare che abbiamo passa attraverso un’emozione.

Steve Jobs – The Apple Day – 2006

Siate Affamati - Siate Folli Siate Affamati – Siate Folli
Steve Jobs in parole sue
George BeahmCompralo su il Giardino dei Libri
Pubblicato in Emozione | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Don’t worry be creative


creative

 

Non c’è più tempo per tristezza, pessimismo e disfattismo.

Bisogna essere sereni, positivi e costruttivi.

Soprattutto CREATIVI.

Investire in comunicazione e creatività è la migliore strategia per far crescere il proprio business.

 

E’ un buon messaggio perché:

  • Ottiene l’attenzione del destinatario (grazie all’immagine del Babbo Natale triste – è una contraddizione e come tale attira l’attenzione)
  • Contiene idea forte e l’idea di un beneficio raggiungibile (superare la crisi con la comunicazione)
  • E’ un’idea diretta semplice, chiara e comprensibile
  • Si distingue dalla concorrenza e dai concorrenti
  • È facilmente ricordabile (grazie alla semplicità del messaggio e al contrasto)  
  • È rilevante per i clienti cui si rivolge (parla di ciò che vende: “creatività e comunicazione”)
  • La marca è ben evidente: vende i propri servizi costruendo immagine e la consapevolezza del brand
Pubblicato in Adv I like, Off line Advertising | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Emozioni e marketing in fiera


Basta poco per fare marketing emozionale. Idee semplici ma efficaci “rubate” alla Fiera dell’Artigianato di Milano.

La presentazione è tutto

Un esempio di come un pezzo cilindrico di naylon si trasforma in una sciarpa magica!

image

La forza della dimostrazione

La tovaglia che non si macchia. Se me lo dici è un conto, ma se ci versi sopra la coca e la togli con un colpo di straccio senza lasciare aloni non posso resistergli.

image

Gli stivali resistono all’acqua? Indossali e infila i piedi in un catino pieno d’acqua.

image

Coinvolgi tutti i sensi

Gusto: fai assaggiare il tuo prodotto, almeno in senso metaforico, anticipa, fai apprezzare, immaginare, sognare, gustare i benefici che i clienti potranno trarne.

Udito: la musica ha un potere emozionale enorme. Utilizza la musica e i suoni per mettere i clienti nello stato d’animo adatto al prodotto o servizio che vendi. Vendi auto? cosa c’è di più bello del suono del motore, gli sportelli che si chiudono e si aprono. Vendi vestiti, fai sentire come fruscia la stoffa facendola passare fra le mani.

In questo stand di vestiti medioevali ad esempio la musica dei menestrelli diffusa nello stand contribuisce all’identificazione con dame e cavalieri. Di lì la tentazione all’acquisto il passo è breve.

Vista: Colori, forme, luci, prove pratiche, vetrine. La vista è il senso principe in una fiera. Vedere per credere … e per comprare.

Tatto: la possibilità di toccare, sentire la morbidezza delle stoffe, la consistenza degli involucri, la pelle lasciata liscia dalla crema cosmetica dal sapone o dalla pietra pomice di Provenza vale più di mille parole.

Olfatto: profumi del sapone di marsiglia e delle saponette di Provenza, incensi, soffritti, carne grigliata, würstell, pane e pizze appena sfornate, riesci a resistergli? Il marketing olfattivo ha così tante potenzialità ed è ancora così poco sfruttato!

La reciprocità scatta con l’assaggio

L’assaggio è un àncora favolosa per coinvolgere il cliente e incentivare l’acquisto facendo leva su uno dei principi della persuasione codificati da Robert Cialdini, quello della reciprocità: se mi offri qualcosa, io poi mi sento in obbligo di contraccambiare. “Se tu dai una cosa a me, io poi do una cosa a te” recitava il jingle di un vecchio carosello!

Personalizzazione

Quanto vale un chicco di riso?

Un chicco di riso è un solo un chicco di riso, ma se qualcuno ci scrive sopra il tuo nome che valore assume?

… e se un oggetto è stato creato solo per te?

Sì, basta proprio poco per sollecitare l’acquisto attivando l’emozione.

Pubblicato in Emozione | 1 commento