Emozioni e marketing in fiera


Basta poco per fare marketing emozionale. Idee semplici ma efficaci “rubate” alla Fiera dell’Artigianato di Milano.

La presentazione è tutto

Un esempio di come un pezzo cilindrico di naylon si trasforma in una sciarpa magica!

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La forza della dimostrazione

La tovaglia che non si macchia. Se me lo dici è un conto, ma se ci versi sopra la coca e la togli con un colpo di straccio senza lasciare aloni non posso resistergli.

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Gli stivali resistono all’acqua? Indossali e infila i piedi in un catino pieno d’acqua.

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Coinvolgi tutti i sensi

Gusto: fai assaggiare il tuo prodotto, almeno in senso metaforico, anticipa, fai apprezzare, immaginare, sognare, gustare i benefici che i clienti potranno trarne.

Udito: la musica ha un potere emozionale enorme. Utilizza la musica e i suoni per mettere i clienti nello stato d’animo adatto al prodotto o servizio che vendi. Vendi auto? cosa c’è di più bello del suono del motore, gli sportelli che si chiudono e si aprono. Vendi vestiti, fai sentire come fruscia la stoffa facendola passare fra le mani.

In questo stand di vestiti medioevali ad esempio la musica dei menestrelli diffusa nello stand contribuisce all’identificazione con dame e cavalieri. Di lì la tentazione all’acquisto il passo è breve.

Vista: Colori, forme, luci, prove pratiche, vetrine. La vista è il senso principe in una fiera. Vedere per credere … e per comprare.

Tatto: la possibilità di toccare, sentire la morbidezza delle stoffe, la consistenza degli involucri, la pelle lasciata liscia dalla crema cosmetica dal sapone o dalla pietra pomice di Provenza vale più di mille parole.

Olfatto: profumi del sapone di marsiglia e delle saponette di Provenza, incensi, soffritti, carne grigliata, würstell, pane e pizze appena sfornate, riesci a resistergli? Il marketing olfattivo ha così tante potenzialità ed è ancora così poco sfruttato!

La reciprocità scatta con l’assaggio

L’assaggio è un àncora favolosa per coinvolgere il cliente e incentivare l’acquisto facendo leva su uno dei principi della persuasione codificati da Robert Cialdini, quello della reciprocità: se mi offri qualcosa, io poi mi sento in obbligo di contraccambiare. “Se tu dai una cosa a me, io poi do una cosa a te” recitava il jingle di un vecchio carosello!

Personalizzazione

Quanto vale un chicco di riso?

Un chicco di riso è un solo un chicco di riso, ma se qualcuno ci scrive sopra il tuo nome che valore assume?

… e se un oggetto è stato creato solo per te?

Sì, basta proprio poco per sollecitare l’acquisto attivando l’emozione.

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Una risposta a Emozioni e marketing in fiera

  1. Alessandro Spaudo ha detto:

    Complimenti per l’articolo e per gli esempi calzanti, anzi “sensazionali”

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